N.I.M.D.V.M. Sociale

Sede a TRIESTE

L’avvocato Alberto Kostoris, triestino, classe 1960, è il fondatore di N.I.M.D.V.M. Per la presentazione ci pareva lecito lasciare a lui la parola.

“Nel mese di marzo del 2014, durante una chiacchierata con un amico, ci si lamentava delle sempre più deprimenti e quotidiane notizie provenienti dalla classe politica ovvero corruzione, ruberie, incapacità gestionale, insomma, i ben noti mali della classe dirigente di questo meraviglioso e sfortunato Paese.

Da qui l’idea di creare un gruppo Facebook di satira con lo scopo di “sorridere un po’ sulle nostre miserie” e grazie al quale, poter discutere, per segnalarle, le quotidiane e deprimenti notizie di cui sopra, al fine, anche, di poterle sottolineare con della sana ironia, così, un po’ per denunciare questi mali, un po’ per sorriderci sopra, anche se in verità ben poco da ridere c’era e c’è.

Così davanti a un boccale di birra, tra due amici, è nato il gruppo N.I.M.D.V.M.

 

 

 

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District Manager Barbara Poles

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Data la delicatezza delle finalità del gruppo, ad evitare eventuali “sbordamenti triviali”, aborrati anche se ben comprensibili data la situazione che quotidianamente subiamo a livello politico, nella descrizione del gruppo è comparsa, quasi a caso, la parola “gandhiano”. Il concetto si è poi sviluppato diventando ben più di un monito, tramutandosi in uno spirito, un ideale, una meta dell’anima e del vivere quotidiano, cui si vuole tendere con forza e determinazione e, al tempo stesso, con pacatezza, senza violenza, con umanità.

Creatosi il gruppo, questo ha riscosso, da subito, un più che discreto successo, sia in termini di iscrizioni, sia nel coinvolgimento di tante persone, che hanno fatto sì che in poco tempo si passasse da poche decine di iscritti a svariate centinaia e poi migliaia.

 

 

 

Dopo alcuni mesi è accaduto, un giorno, che un iscritto, ha postato su Facebook una domanda più o meno con il seguente tono: “Ok voi vi lamentate continuamente della classe politica, ma cosa pensate di fare, se pensate qualcosa, per cambiare questo stato di cose?”

E allora la domanda successiva è stata: "Cosa mai potrebbe fare gente comune e normalissima, cittadini e cittadine, posizionati più o meno agli ultimi gradini della scala sociale nell'ottica dei politici, per migliorare questo Paese: si poteva dimostrare che “la base” può essere migliore del vertice, che i cittadini italiani sono, quindi migliori della classe politica dirigente che li dovrebbe rappresentare.

Da qui il determinante upgrade delle finalità del gruppo, che da mero luogo di satira verbale sulla politica si è trasformato in un gruppo di solidarietà verso chi versasse in situazioni di disagio, e di volontariato per il bene pubblico, denunciando situazioni reputate inaccettabili, magari tentando un sorriso (seppur amaro), dove si cerca di crescere individualmente e interiormente per camminare, assieme, verso quello che chiamiamo “spirito gandhiano”, cioè un luogo di pensiero dove ci si possa confrontare tra portatori di idee diverse, senza per questo odiarsi o insultarsi.

 

 

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