UNITED EAGLES BASKETBALL | CIVIDALE BASKET Sportiva

Sede a UDINE

Il progetto United Eagles Basketball nasce nel luglio 2020 quando un gruppo di amici decide di intraprendere un’avventura nuova nel mondo della pallacanestro. Amici veri, dentro e fuori dai palazzetti e dagli spogliatoi; amici che hanno il basket nelle vene, e il Friuli nel sangue. Viene individuata Cividale come possibile piazza dalla molteplice valenza (sportiva, sociale, storica) e la serie B come possibile campionato di riferimento.

Prima ancora di acquisire i diritti per partecipare al campionato, il gruppo di amici che diventerà la dirigenza della UEB stabilisce i punti fermi del programma: serietà e professionalità senza eccessiva pressione: libertà, leggerezza, sportività; etica del lavoro, sul parquet e fuori, un rapporto diretto con il mondo di sostenitori che si coagulerà attorno ai colori gialloblu: sincero, onesto, senza sottintesi né malintesi. L’Amministrazione Comunale cividalese sposa subito, senza indugio, questi punti cardine.

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Viene subito identificato Stefano Pillastrini come perno del progetto: attorno a lui graviterà l’universo agonistico UEB. Assieme, dirigenza e coaching team scelgono giocatori, giovani ma talentuosi, adatti a diventare vessilliferi del messaggio UEB: cosa che tutti mostrano di aver compreso sin dal pre-raduno di Lignano, nella tarda estate 2020. La società è giovane ma ricca di esperienza e il mondo cestistico dimostra subito di averlo compreso, prova ne sia il rispetto che le Eagles si sono meritate nel loro primo campionato agonistico.

Cultura, del lavoro e non solo; promozione del territorio, delle sue bellezze e dei suoi valori morali; agonismo spinto in campo, con la voglia di conquistare ogni singolo pallone vagante, sbucciandosi le ginocchia e i gomiti, ma consci di essere una stupenda comunità che prima e dopo le gare si rispetta e si apprezza, da nord a sud. È questo il Progetto UEB, sono queste le profondissime radici su cui si basa e che non faranno vacillare, mai, la squadra di coach Pilla. Una bandiera di un popolo intero, un vessillo che sventola su quella che il Presidente Davide Micalich ha subito battezzato, per la sua totale inusualità, ‘l’Isola che non c’è’.